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Programma del Corso

 Storia delle Tecniche Artistiche

 

Anno 2016/2017

 

Obiettivi Formativi

 

Il corso si propone di spiegare quali siano le maggiori tecniche artistiche, che nei secoli a partire dal tardo Duecento fino al Settecento hanno contraddistinto tali periodi e con quali cambiamenti si sono succedute. Tali caratteristiche saranno illustrate con visite ai cantieri di restauro di Pietro e di Ambrogio Lorenzetti (Chiesa di San Francesco, Santa Maria della Scala) o con visite in alcuni monumenti, dove si trovano esempi concreti del percorso storico (Cripta del Duomo, Palazzo Pubblico, Santa Maria della Scala)

 

Contenuto Corso

 

I contenuti degli incontri sono orientati a dare una visione tecnica delle pitture e della loro realizzazione, secondo una metodologia di approccio che si utilizza nel campo del restauro e che procede per tappe, affrontando lo stato di conservazione con la multidisciplinarietà e non solo con la visione dell’esclusivo restauro (analisi chimiche, metodologie non distruttive, tecniche innovative di restauro). Inoltre saranno affrontate anche tecniche particolari che nel tempo si sono usate e affinate (estrazione delle pitture dalla loro sede originale). A tale proposito sarà commentato un video sullo strappo dell’affresco.

 

Dato il carattere del corso, la necessità di prendere contatto diretto con il mondo della conservazione (luoghi monumentali e cantieri di lavoro) e la mancanza di testi che possano essere considerati come ‘manuali’, è vivamente consigliata la frequenza

 

Bibliografia di riferimento

M. Gavazzi, N. Montevecchi, Il cantiere della collegiata. La storia costruttiva alla luce delle recenti indagini archeologiche sulle strutture, in La collegiata di San Gimignano. L’architettura, i cicli pittorici murali e i loro restauri, a cura di Alessandro Bagnoli, Siena 2009, pp. 139-220.

M. Gavazzi, N. Montevecchi, A. Sbardellati, Indagini sull’architettura e sulle decorazioni della Cappella del Manto. Lo sviluppo costruttivo dalla fase originaria all’assetto documentato da Domenico di Bartolo, in, Il pellegrinaio dell’Ospedale di Santa Maria della Scala, 2014, pp. 197-207.